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Vendita all’asta case popolari. Lanciano: “La giunta chiederà il ritiro del decreto. Grande vittoria della nostra mobilitazione”

GRANDE successo alla REGIONE Lazio per la lotta degli assegnatari e Unione Inquilini contro vendita all’asta case popolari. La Regione Lazio nei prossimi giorni chiederà di tornare in Conferenza Unificata: la vendita all’asta è un obbrobrio giuridico e sociale. Da una PARTE la Regione a favore del ritiro del decreto, dall’altra la battaglia dell’Unione Inquilini  che fino al ritiro del decreto sarà rilanciata, con nuove assemblee e mobilitazioni.

 

Questa mattina a ROMA grande successo per gli inquilini assegnatari e la battaglia dell’Unione Inquilini contro la vendita all’asta delle case popolari, prevista dal decreto attuativo dell’art.3 del Piano Lupi.
Sono scesi in piazza inquilini e comitati territoriali, appoggiati dal sindacato dell’Unione Inquilini, come dalla Federazione Romana di Rifondazione Comunista. Una delegazione dei presenti è stata ricevuta alla Regione Lazio dal Capo di Gabinetto di Fabio Refrigeri, Assessore Infrastrutture, Politiche abitative, che lo ha rappresentato a pieno titolo.

“Questo decreto è a noi indigesto”, sembrerebbero le parole utilizzate dal Capo di Gabinetto di Refrigeri nei confronti di questo decreto attuativo mentre preannunciano un passo in avanti verso il suo stesso ritiro.”Abbiamo fatto un ulteriore passo avanti – dichiara Massimo Pasquini, Unione Inquilini Roma, riportando ai presenti quanto espresso dal Capo di Gabinetto -. Ha infatti annunciato che la Regione Lazio nei prossimi giorni chiederà di tornare in Conferenza Unificata perché la vendita all’asta è un obbrobrio giuridico e sociale. E’ un punto importante questo – aggiunge Pasquini – perché in questo modo la Regione Lazio come la Campania si pone per bloccare questo decreto”.

L’Unione Inquilini invita a guardare avanti, e a proseguire la lotta. “L’assessorato – spiega Guido Lanciano, Segretario Unione Inquilini Roma, Lazio – ha dichiarato di condividere le critiche mosse al decreto, in particolar modo per quanto riguarda le modalità di vendita delle case popolari e l’assoluta mancanza di tutela per gli assegnatari regolari che non possono comprare. Su questo – aggiunge – ha preannunciato che la Regione prenderà posizione in tal senso con un comunicato ufficiale, nonché che la giunta si impegnerà a sostenere le mozioni che saranno presentate in Consiglio Regionale per richiedere il ritiro del decreto. E’ una grande vittoria della nostra mobilitazione! – conclude Lanciano – L’Unione Inquilini esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto, annunciando fin da oggi che la battaglia sarà rilanciata, con nuove assemblee di caseggiato, mobilitazioni locali e, se necessario, anche con una grande manifestazione Nazionale sotto al Ministero”.

Mentre si resta in attesa del comunicato della Regione Lazio ricordiamo che oggi nei palazzi della Regione oltre al tema del giorno si è riaperta la discussione sul tema diritto alla casa abbracciando tematiche più ampie. “Questa mattina – spiega Pasquini – abbiamo riaperto la discussione sul recupero degli alloggi, ricordando che il Piano Lupi prevedeva 500 milioni di euro per recuperare quelle da riadattare e aprire quelle chiuse. E’ una giornata importante oggi perché dalla Regione agiranno verso le altre per modificare questo decreto”.

Giornate come questa servono a ricordare che la precarietà abitativa è un problema strutturale. In Italia abbiamo la necessità di 700.000 case popolari. “Sono 40.000 le case lasciate al degrado – puntualizza Pasquini – A Milano oltre 9000 appartamenti sono chiusi, a Roma moltissime case hanno necessità di manutenzione. Per questo dobbiamo procedere, continuare a organizzare assemblee, comitati, e non arrestare la nostra mobilitazione”.

Intanto nel freddo che ha segnato questa mattina, sotto la Regione Lazio, il grido più potente e sofferente era proprio delle famiglie sofferenti che non permetteranno a nessuno di farli uscire dalle proprie case. “Io non sono d’accordo per la vendita delle case popolari – racconta la signora Antonella – Vivo con un’invalidità di 270 euro, sono invalida con due figli a carico. Non potrei mai comprarmi una casa – si spiega – Io chiedo di restare dove vivo da vent’anni con i miei figli per non finire in strada”.

 

Isabella Borghese, giornalista

www.unioneinquiliniroma.it

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