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Lazio, un passo avanti per "percorso rosa", la sanità contro la violenza sulle donne

La V commissione del Consiglio Regionale del Lazio il 17 febbraio scorso ha dato il via libera alla proposta di legge sulla violenza di genere: ''Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna", approvando il protocollo d'intesa "Percorso Rosa". Astenuti i due consiglieri del M5S (perchè convinti di poter migliorare ulteriormente la legge in Aula, a detta della consigliera Gaia Pernarella). Il testo definitivo, frutto di una serie di emendamenti e subemendamenti alla proposta di legge originaria, passa ora all'esame dell'Aula.

"Percorso Rosa” prevede, al suo primo stadio, l'attivazione del "Codice Rosa" quale percorso di accesso al Pronto Soccorso riservato alle vittime di violenze: ai tradizionali codici ospedalieri (bianco, verde, giallo e rosso) attribuiti ai pazienti che accedono al Pronto Soccorso in base alla gravità delle lesioni riportate, al loro quadro clinico o al livello di urgenza/emergenza, viene introdotto anche presso tutte le ASL della Regione Lazio il "Codice Rosa" nei casi di violenza sessuale o fisica. In particolare, per questi casi specifici saranno predisposte apposite sale riservate nelle quali verranno effettuati tutti i controlli e le consulenze mediche necessarie, completate le quali, in altra sala appositamente predisposta, potrà accedere il personale di Polizia Giudiziaria. Il Codice Rosa potrà essere assegnato in qualunque momento del percorso assistenziale.

Le donne affette da disabilità sensoriale (sordomutismo) che mostrano una grave difficoltà comunicativa già con le strutture sanitarie chiamate a intervenire potranno avvalersi di interpreti LIS qualificati all’interno del Pronto Soccorso, e di un apposito sportello di accoglienza e sostegno. L’opportunità dell’utilizzo di tale servizio aggiuntivo a quello sanitario dovrà essere comunicato dal personale del Pronto Soccorso: la donna vittima della violenza deciderà volontariamente se usufruirne o meno.

A causa del notevole aumento di segnalazioni (accessi al Pronto Soccorso, denunce, richieste di intervento alle Forze dell'ordine) di episodi violenti di cui sono vittime le donne, e in particolar modo le donne straniere e quelle affette da disabilità sensoriale- si legge nel testo del Protocollo -, occorre dunque realizzare una Task-Force Interistituzionale tra la Regione Lazio, le ASL, le Prefetture del Lazio, le Questure, tutte le Forze dell’Ordine regionali e l’Istituto Statale Sordi, e attivare interventi condivisi, in grado di stimolare la partecipazione, la formazione del personale e un corretto intervento operativo. "Percorso Rosa” prevede anche la realizzazione di percorsi formativi mirati rivolti agli operatori sanitari e alle Forze dell'Ordine, e iniziative idonee a facilitare la raccolta delle denunce nel rispetto della privacy e della riservatezza assoluta della vittima, e in ambienti consoni a tale scopo.

Già dal 2008, allo scopo di intercettare e trattare tempestivamente ed efficacemente casi di violenza domestica ai danni di donne e minori, l'Associazione Differenza Donna ha promosso in forma sperimentale, in collaborazione con il Servizio Sociale e il personale del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma e del distretto della ASL Rm D e Rm C, il servizio "Emergenza Codice Rosa", un complesso di interventi integrati di sostegno antiviolenza in loco, da prevedere in parallelo al triage dei Pronto Soccorso, per fornire l’intervento più idoneo alla gestione del caso.

Il Codice Rosa è stato sperimentato per la prima volta in Toscana nel 2010 dall'ASL 9 di Grosseto, ed è poi stato esteso nelle altre province toscane. Sulla scia del progetto, in attesa dell'attivazione anche nella regione Lazio, il 6 febbraio scorso è stato inaugurato lo Sportello Antiviolenza all'Ospedale Grassi di Ostia.

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