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Sfratti, alla Camera passa emendamento "Unione Inquilini": Proroga estesa fino al 31 dicembre 2014
Eppur si muove!
Alla fine, l'ottusa intransigenza del governo (leggi in primis del Ministro Lupi) ha dovuto cedere.
La Camera ha approvato l'emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle e da SEL (che ringraziamo entrambi) per estendere al 31 dicembre la sospensione degli sfratti per finita locazione di determinati nuclei familiari (redditi fino a 27 mila euro, con presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali),
Siamo stati i promotori, quasi solitari (purtroppo), di questa battaglia di civiltà.
Ricordiamo che solo 3 settimane fa, di fronte al Senato, sotto una pioggia scrosciante, abbiamo svolto un presidio con decine di famiglie sfrattate in rappresentanza dei migliaia di nuclei che vivono il dramma dello sfratto e l'incubo di essere gettati sul marciapiede.
Anche in quell'occasione, eravamo riusciti a farci sentire e ad ottenere l'attenzione del Parlamento. L'emendamento, condiviso dalla commissione, era però stato rinviato all'aula per il protervo rifiuto del governo di dare parere positivo e poi bocciato sulla base di un ordine del giorno vago e fumoso, che aveva provocato il nostro giustifica sdegno.
Non ci siamo arresi e abbiamo riproposto gli emendamenti alla Camera dei Deputati, trovando nuovamente la disponibilità dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle e di SEL.
Per una volta, la manfrina del Senato non si è ripetuta.
Siamo pienamente consapevoli che il risultato non è frutto di una tardiva convinzione del governo ma del compromesso a cui è stato costretto dal rischio di trovarsi di fronte all'impossibilità di approvare il decreto prima della sua scadenza.
Siamo di fronte, pertanto, a un risultato, frutto dei rapporti di forza parlamentari che, non ci sarebbe stato senza la nostra tenace insistenza, anche quando tutto sembrava inutile e una perdita di tempo continuare a sbattere la testa contro un muro di gomma.
Abbiamo altrettanto chiaro il limite di fondo del provvedimento: ancora una volta, la morosità (causa del 90% delle nuove sentenze di sfratto) rimane fuori dalla sospensione.
Ancora una volta, assistiamo alla falsità dell'informazione che titola "prorogati gli sfratti al 31 dicembre". Non è vero! Ancora oggi, circa 140 sfratti al giorno vengono eseguiti in Italia con la forza pubblica, nella stragrande maggioranza dei casi, senza alcun intervento che consenta il passaggio da casa a casa.
Per questo continueremo la mobilitazione e la lotta. In primo luogo, continueremo ad attivare la resistenza civile rappresentata dai picchetti anti sfratto: nessun nucleo familiare, che per reddito o condizione, avrebbe diritto a un intervento di sostegno da parte delle istituzioni, può essere gettato per strada finché non gli si garantisca il passaggio da casa a casa.
A gran voce, gridiamo: "Illegale è il comportamento delle istituzioni che non garantiscono il rispetto dei diritti e la disobbedienza civile dei picchetti anti sfratto è una azione di legittima difesa."
Lo afferma anche la legge che, infatti, consegna ai Prefetti la responsabilità di interventi di graduazione delle esecuzioni ai fini di permettere i percorsi di accompagnamento sociale che le Regioni e i comuni, anche attraverso la costituzione di appositi organismi, devono prevedere.
Basta con le proroghe è anche la nostra posizione.
Occorre passare dal regime delle proroghe a quello della graduazione: ovvero l'apertura di un percorso sociale che consenta il rilascio dell'alloggio solo con il passaggio da casa a casa.
Serve, pertanto, una politica sociale della casa.
L'Italia è il fanalino di coda dell'Europa nel campo delle abitazioni sociali (4 alloggi sociali ogni 100 abitazioni contro una media europea di 16).
Ci sono, certificati dai comuni, tra 650 mila e 700 mila nuclei familiari utilmente collocati nelle graduatorie per una casa popolare, che rimangono senza risposta.
Il livello di permanenza dei giovani nella casa con i genitori è tra i più alti d'Europa e non solo per la mancanza di lavoro ma anche per l'assoluta impossibilità di potersi permettere un alloggio.
A fronte di questa situazione, assistiamo allo scandalo di almeno 30/40 mila alloggi popolari non assegnati perché bisognosi di interventi di ristrutturazione che non si eseguono.
Occorre una svolta.
Il governo, dopo le mobilitazioni dello scorso ottobre, aveva promesso (e annunciato nella conferenza Stato Regioni dello scorso 31 ottobre) interventi importanti.
Nulla è stato fatto e le contraddizioni lancinanti della sofferenza abitativa strutturale che vive il Paese rimangono inalterate.
L'unica cosa certa è che noi non molliamo mai!
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