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Def-Sanità, anche senza tagli lineari la mannaia porterà via 10 miliardi in tre anni
Non si chiamano più “tagli lineari” ma “interventi mirati contro gli sprechi”. Il risultato non cambia: la sanità nei prossimi 3-4 anni dovrà fare a meno di 10 miliardi, e pure con il consenso delle Regioni. Nel fantasmagorico linguaggio di Renzi questo si chiama “razionalizzazione”. E anche se il tutto avverrà nell’ambito del Patto per la salute, stiamo parlando sempre di meno posti di letto e meno assistenza. Secondo le previsioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, le risorse sarebbero da reinvestire nel settore stesso della Sanita', ma detta così non vuol dire niente in termini di maggiori tutele per il cittadino. Alla vigilia della presentazione Lorenzin preferisce parlare di 'Spending review interna' al mondo della Sanita' e specifica che si interverrà sulle centrali di acquisto, applicate per ora solo in alcune regioni, per un possibile un risparmio del 20%. Ma nel piano ci sono anche i tanto temuti “costi standard”, gli immancabili tagli dei posti letto, l’e-health, ovvero ricetta dematerializzata, fascicolo sanitario elettronico e referti digitali. I costi standard, cioe' uguali per tutte le Regioni, una volta a regime, "faranno risparmiare 3 o 4 miliardi", aveva detto Lorenzin prima di Natale. Ma il rovescio della medaglia è che a soffrire saranno di più le regioni del Sud. Infine, i cosiddetti “investimenti in medicina territoriale”, ovvero la deospedalizzazione.

A dire “No ad ulteriori tagli del Fondo Sanitario nazionale'’ è Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato (Tdm), secondo cui il governo deve avere ''come priorita' la garanzia della effettivita' dei Livelli essenziali di assistenza Lea''.
"Esprimiamo forti preoccupazioni per le notizie diffuse in questi giorni sui possibili e ingenti tagli al Fondo Sanitario Nazionale gia' dal 2014. Siamo nettamente contrari a questa ipotesi e chiediamo che il Governo fornisca ai cittadini immediate rassicurazioni e garanzie affinche' cio' non accada", afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tdm-Cittadinanzattiva.
"A tal proposito - ha proseguito Aceti - l'Ocse ha gia' affermato che ulteriori tagli lineari avrebbero ulteriori effetti negativi sull'accesso dei cittadini ai Livelli Essenziali di Assistenza, oggi garantiti solo in alcune regioni, secondo quanto afferma il Ministero della salute. Stando cosi le cose pensiamo che sia grave gia' solo ipotizzare un ulteriore taglio lineare al Ssn. Preoccupazione espressa dalla stessa titolare del dicastero''.

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