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Decreto Lupi, il resoconto delle iniziative a Roma con Prc e movimenti
Roma in lotta contro il decreto Lupi n.47 del 28 marzo 2014, convertito in legge il 20 maggio 2014. Legge che ha l’intento prioritario di far decollare altre opere di cementificazione e i mutui. E che all’art. 5 recita “Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza, né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo. Gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”.

Il 17 giugno i movimenti per il diritto all'abitare, i compagni del Prc e altri soggetti politici, sociali e territoriali hanno compiuto azioni congiunte di sit-in e flash-mob presso i municipi di Roma capitale. L’obiettivo prefissato e comune dei manifestanti si é sostanziato nel far assumere alle giunte municipali e al presidente l’impegno, da materializzare in un atto di giunta, oppositivo a quanto contenuto nell'articolo 5 del decreto Lupi. In particolare su quanto di competenza dei municipi in materia di rilascio delle residenze agli inquilini cosiddetti "irregolari". Diverse le risposte e i risvolti che questa iniziativa ha provocato nelle sedi dei municipi romani.

Nell’XI municipio(ex XV-zona Portuense) gli esponenti del Comitato lotta per la casa (Magliana) hanno trovato filo da torcere e nell’accoglienza e nell’ascolto da parte del presidente, Maurizio Veloccia. «Abbiamo occupato gli uffici per oltre un'ora chiedendo un incontro con il Presidente del Municipio, Maurizio Veloccia. Il quale, prima si è fatto negare e poi, dopo aver fatto arrivare polizia e carabinieri sul posto, ha dichiarato di essere disposto ad incontrare una delegazione di manifestanti presso la sede di via Montalcini.

A quel punto si sono recati tutti nella sede della giunta che abbiamo trovato blindata dalle forze dell'ordine e la delegazione (dopo aver consegnato i documenti alla polizia) è stata ricevuta soltanto da un'assessore di Sel, mentre il Presidente Veloccia se ne stava barricato dentro il suo ufficio. Non è la prima volta che questo Municipio dichiara il suo totale disinteresse verso le emergenze sociali del territorio, rifiutandosi di assumersi delle responsabilità rispetto alle famiglie che vivono il dramma della precarietà».

Non dissimile la risposta nel I° municipio romano con sede in Via Petroselli . I militanti del Prc e dei movimenti per la casa in un sit-in pacifico hanno esposto lo striscione congiunto a tutti i manifestanti degli altri municipi. Striscione con ben in vista i motivi dell’iniziativa “Residenza,, acqua, luce per tutti. No all’articolo 5 del decreto Lupi”. «Quello che è grave é la risposta della presidenza del Municipio che invece di ricevere una delegazione dei manifestanti, ha fatto chiamare le forze dell’ordine. Chiediamo ai consiglieri e agli assessori di Sel del primo municipio di prendere posizione sia contro il decreto Lupi, sia contro l’atteggiamento arrogante della loro presidenza» dichiara Giovanni Barbera, del comitato politico del Prc romano. Diversa la risposta in terzo municipio, soprattutto non ancora ben definita nell’assunzione delle responsabilità nell’impegno da prendere contro il decreto. «Il sit-in di protesta contro il decreto Lupi ci ha visto affiancati ad alcuni immigrati residenti a “Roma 3” (Casal Boccone) e a ad altri esponenti della lotta per l’abitare. Abbiamo incontrato alcuni consiglieri municipali di M5s e di Sel e lo stesso presidente del III municipio, Paolo Marchionne. Tutti si sono dichiarati disponibili a presentare la mozione di Rifondazione comunista contro il decreto.

Durante la riunione del consiglio municipale del 18 (ore 13, p.zza Sempione) vedremo se terranno fede alle promesse fatte» espone Roberto Villani, segretario del circolo Prc del terzo municipio. Ma al termine della seduta consiliare del 18 giugno il compagno Villani testimonia «La discussione sull'art. 5 del decreto Lupi è slittata alla prossima settimana. I consiglieri del M5s, della lista Marino e di SeL presenteranno una mozione sulla base del testo da noi presentato. L'impressione che ci siamo fatti però non è del tutto positiva...

Ci sembra, infatti, che a parole, tutti i consiglieri dal Pd ad M5s, passando per Sel, si dichiarano contro il decreto Lupi ed i suoi effetti, ma nei fatti non sembrano disposti a praticare una "disobbedienza territoriale" sulla sua attuazione (mentre sulla questione della residenza, potrebbero incidere in qualche modo visto che gli uffici che si occupano delle residenze fanno parte del municipio).La parte finale e più importante del nostro testo, in cui si dichiara di utilizzare "tutti gli strumenti necessari" per arginare gli effetti del decreto potrebbe quindi venir ammorbidita. Staremo a vedere ovviamente, ma temo che i rappresentanti politici del nostro territorio non si esporranno più di tanto e non andranno oltre un giudizio generico sul decreto...insomma, al momento, belle parole ma pochi fatti»
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