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Verso il 10 ottobre 2014 #IIIGiornataNazionaleSfrattiZero. Intervista video a Massimo Pasquini
. Si è svolta il 10 ottobre del 2012 la prima Giornata Nazionale Sfratti Zero, che anche quest’anno darà appuntamento, nello stesso giorno e ancora una volta, a tutte le città italiane che vorranno partecipare.

Il 10 ottobre del 2014 l’Unione Inquilini invita dunque tutte le realtà locali a promuovere iniziative sfratti zero. L’obiettivo principe sarà il dare sostegno alle lotte per il diritto alla casa. Occorre infatti garantire il passaggio da casa a casa attraverso politiche abitative pubbliche che siano degne di questo nome, che siano strutturali e non emergenziali.
I dati degli sfratti infatti, a due anni di distanza continuano a metterci davanti agli occhi tutt’oggi il dramma della precarietà.
Se infatti nel 2012 si parlava di 65.000 nuove sentenze di sfratto relative al 2011, di cui il 90% per morosità e di altri 125.000 richieste di estensione degli sfratti con la forza pubblica, oggi i dati rivelati dal Ministero degli interni e relativi al 2013 sono ancora più drammatici.

Sappiamo già che sono aumentati: l’89% di questi è per morosità incolpevole. Nel 2013 sono state emesse ben 73.385 sentenze di sfratto, di queste 65.302 sono state per morosità incolpevole, 5.424 per finita locazione e le restanti per necessità. Confrontate con il 2012 le sentenze di sfratto sono aumentate del 4,37%. Parliamo dunque di quasi 10.000 sentenze di sfratto in più.

“La questione sfratti – dichiara la Segreteria Nazionale dell’Unione Inquilini – colpisce con violenza i piccoli e medi centri non le aree metropolitane, le analisi e le proposte del governo sono completamente sbagliate”.

Per entrare nel “cuore” del dramma sfratti, secondo i dati forniti dal Ministero dell’interno, nel 2013 la provincia che detiene il primato delle sentenza, calcolato in rapporto alle famiglie abitanti è Rimini. Qui si registra 1 sentenza ogni 154 famiglie, ma a seguire nell’ordine: Varese 1/206, Pistoia, 1/212, Vercelli 1/214, Lodi 1/ 214, Prato 1/215, Monza 1/219, Novara 1/220, Avellino 1/222, Asti, 1/224, Trieste 1/231, Livorno 1/232, Brescia 1/232, Parma 1/233, Cosenza 1/244 e solo al 16° posto figura Roma 1/246.

Le aree urbane grandi sono collocate invece in questa classifica: Torino al 23° posto 1/266, al 29° Genova 1/284, Palermo al 32° posto 1/289, Firenze al 33° posto 1/291, Napoli al 44° 1/334 e Milano addirittura ben oltre il 50° posto 1/371.

“Eppure – aggiunge la Segreteria Nazionale dell’Unione Inquilini – la stampa parla sempre o quasi sempre solo delle grandi aree urbane e il Governo propone iniziative quasi esclusivamente destinate alle grandi aree metropolitane. Da qui si evince come le politiche abitative o presunte tali risultino del tutto incapaci ad affrontare la vasta precarietà abitativa che attanaglia l’Italia”.

Cosa rende peggiore il dato? Va sottolineato che il rapporto sentenze/famiglie residenti nelle province è al lordo. questo significa che comprende tutte le famiglie, anche le proprietarie di case, le usufruttuarie, come le famiglie in case popolari e in locazioni da private.

“Se poi assumiamo a riferimento – spiega l’Unione Inquilini – che le famiglie oggetto di sentenze di sfratto per finita locazione, morosità e necessità siano in media il 20% del totale delle famiglie abitanti, il dato diventa ancora più drammatico”.

Per le prime 16 città è il seguente: Rimini con 1 sentenza ogni 30 famiglie in locazione , seguono nell’ordine: Varese 1/41, Pistoia, 1/42, Vercelli 1/42, Lodi 1/ 42, Prato 1/43, Monza 1/43, Novara 1/44, Avellino 1/44, Asti, 1/45, Trieste 1/46, Livorno 1/46, Brescia 1/46, Parma 1/47, Cosenza 1/48 e solo al 16° posto figura Roma 1/49.

“A livello nazionale – aggiunge l’Unione Inquilini Nazionale – il rapporto medio sentenze di sfratto del 2013 in rapporto alla famiglie abitanti, sempre riferito al totale delle famiglie è mediamente di 1 sentenza di sfratto ogni 353 che diventa riferito alle famiglie in locazione da privati 1 sentenza ogni 70 famiglie. E’ anche vero che, in termini assoluti, le grandi aree metropolitane hanno numeri maggiori ma questi per essere degni di analisi devono, a nostro dire, tenere conto del rapporto con le famiglie in locazione e non quelle totali. Infine – conclude la Segreteria – segnaliamo che da oltre sette mesi dall’annuncio del Ministro Lupi sul suo sito personale ancora non è stato emanato il decreto attuativo sulla morosità incolpevole ma forse dipende dalla indisponibilità delle slide.

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