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Sla, donna rischia di morire a causa di un blackout

Morire per un guasto elettrico si può: è il rischio che ha corso questa notte una donna malata di Sla che vive a Lama, periferia di Taranto. Alle 22.30, “un banale temporale ha fatto saltare la corrente in tutto il quartiere – denuncia Mariangela Lamanna, portavoce del Comitato 16 novembre – Se ne è accorto, fortunatamente, il figlio della signora, che era solo con lei e ha subito messo in funzione il gruppo elettrogeno: dalla corrente elettrica dipendono infatti tutte le macchine salvavita di queste persone, dal ventilatore al letto antidecubito”. Il primo blackout è durato circa mezz’ora, ma poi la corrente è andata via dopo meno di un’ora, questa volta in modo definitivo: è stata ripristinata solo poche ore fa. “Il generatore della signora è andato in avaria: il figlio ha chiamato subito i vigili del fuoco, che sono intervenuti con il proprio gruppo elettrogeno e sono rimasti lì tutta la notte, sostituiti poi questa mattina da un’altra squadra. Nel frattempo, in tanti ci siamo attivati per segnalare il guasto all’Enel, ma a risponderci c’è solo una voce metallica, che chiede il codice cliente e assicura una tempestiva risoluzione del guasto. Quel che più ci preoccupa è che nella zona di Taranto vivono 24 malati dipendenti da questi macchinari e nelle prossime ore si annunciano  forti temporali: cosa accadrà se più centraline saranno colpite? Queste persone rischiano la vita: l’Enel lo sa, ma pare non interessarsene. Ci stiamo organizzando per sporgere denuncia: ci sono i termini per il tentato omicidio. Queste persone, la notte, sono sole con i propri familiari, spesso anziani: senza corrente, non funziona neanche il comunicatore oculare con cui potrebbero chiedere aiuto: c’è quindi la possibilità che nessuno si accorga del guasto e che queste persone muoiano soffocate. E’ assurdo, atroce e vergognoso, l’Enel dovrà risponderne”. (cl)

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