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"La sanità non è un bancomat", la protesta di medici e assessori contro i tagli
Anche se sui tagli alla sanità arrivano rassicurazioni da parte del Governo c’è molta fibrillazione in giro. Sara' anticipato probabilmente la prossima settimana nella sede della Regione Veneto a Roma il vertice, previsto il 24 settembre, tra gli assessori regionali alla Sanita', decisi a opporsi ai tagli annunciati dal governo, che potrebbero ammontare a tre miliardi.
"Se si vuole cancellare il principio costituzionale della sanita' universalistica - ha dichiarato Coletto, assessore del Veneto - si proceda pure, ma chi avallera' altri tagli si assumera' una responsabilita' pesantissima verso ognuno dei cittadini assistiti". "Le Regioni sono il termometro della salute economica dello Stato - ha aggiunto Coletto, se fossi Renzi starei bene attento ai segnali che arrivano dal territorio".
L'assessore veneto infine torna a sottolineare che il taglio di 3 miliardi "renderebbe carta straccia il pur recentissimo Patto a scrivere il quale le Regioni hanno collaborato unitariamente e costruttivamente con il Governo ottenendo garanzie importanti sulle disponibilita' finanziarie concordate".
A protestare sono anche i medici e i dirigenti sanitari, che ricordano a Renzi “la svolta epocale di cui si era parlato a luglio dopo il parto del patto per la salute tra Governo e Regioni”, che “sembra svanita con il sole di agosto”.
“Fino alla noia ripeteremo che tagliare la sanità nei periodi di crisi economica è un attentato al diritto alla salute dei cittadini – aggiungono i medici dell’Anaoo-Assomed - ed un provvedimento recessivo, che colpisce un settore che rappresenta l’11% del PIL, in cui ogni euro investito ne produce 3”.
“Mentre i ministri titolari annunciano che la difesa non si tocca e che sono stati trovati i soldi per lo sblocco retributivo degli statali in divisa – si legge ancora nel comunicato Anaoo-Assomed - vorremmo ricordare che c'è qualche differenza di costo e di funzione tra un defibrillatore ed un f35 e che sbloccare le retribuzioni degli statali in camice non richiede risorse aggiuntive per i bilanci pubblici. La sanità esige certo analisi e riflessione che non possono essere sintetizzate in 140 caratteri, ma non è una buona ragione per continuare ad usarla come bancomat rimuovendo le richieste dei suoi professionisti. Senza i quali anche il contenimento dei costi continuerà a muoversi tra tagli e ritagli a danno del diritto alla salute e di quello del lavoro”.
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