Sabato 25 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento 19:42
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


Roma, il flop delle "scuole calde". Bambini e insegnanti in aula con il piumino
Sabato, in previsione del grande gelo, la sindaca Virginia Raggi aveva promesso «scuole calde». Invece si sono visti bambini imbacuccati, maestre con berretti, genitori arrabbiati e liceali in cappotto a spasso per i corridoi. Secondo le indicazioni del Campidoglio, le ditte manutentrici delle caldaie dovevano accendere i riscaldamenti tra sabato e domenica. E questo non è avvenuto. 
Le cronache romane parlano delle scuole e degli istituti rimasti al freddo perché i termosifoni non sono partiti o non sono funzionanti o semplicemente non sono bastati a riscaldare in tempo le aule, col risultato di studenti costretti a tornare a casa e famiglie che hanno riportato indietro i bambini.

Già aveva fatto notizia la circolare diffusa dei presidi che aveva invitato i genitori ad un “abbigliamento adatto” per il rientro a scuola dei figli: in pratica un invito a vestirsi bene e coprirsi molto per fronteggiare il gelo. Il 7 gennaio il Campidoglio aveva avviato l’operazione “Scuole Calde”, prevedendo l’accensione dei termosifoni anticipata di 24 ore, come ancora campeggia sul sito dell’amministrazione – intervento che sembra proprio non essere andato a buon fine. “Impianti di riscaldamento delle scuole accesi tra sabato e domenica, in modo che gli studenti possano trovare gli edifici scolastici già riscaldati, lunedì 9 gennaio, al loro rientro dopo la pausa di Natale”, si legge sul sito del Comune di Roma, che annunciava impianti termici accesi almeno 24 ore prima della riapertura delle scuole “per permettere una serena attività a studenti e insegnanti”. L’intervento prevedeva inoltre, per ieri mattina, "impianti accesi alle tre del mattino, nonché l’avvio della manutenzione antigelo degli impianti e l’organizzazione di un servizio speciale con “squadre di tecnici pronte a intervenire per eventuali emergenze dalle 6 del mattino di lunedì”.

Oggi però le cronache sono piene di segnalazioni di scuole costrette a chiudere e di bambini e ragazzi tornati a casa. Vicenda che non è sfuggita al Codici, associazione dei consumatori e degli utenti. “Purtroppo ci troviamo a dover smentire il comunicato presente sulla prima pagina di Roma Capitale in merito all’Operazione “Scuole calde”, e all’iniziativa di tenere accesi i riscaldamenti 24 ore prima del rientro a scuola, in modo che le classi potessero essere perlomeno temperate – dice l’associazione – Stamattina invece, almeno mille bambini dai 3 agli 11 anni, sono rimasti a scuola completamente congelati, in un complesso scolastico in zona piazza Bologna. Nonostante le rassicurazioni da parte di Roma Capitale, stamani i riscaldamenti erano spenti e così a metà mattina i genitori si sono ritrovati a dover andare a prendere i propri figli, perdendo la mattinata di lavoro. Dentro le scuole, altro che caldo, zero gradi è stata la temperatura registrata”. L’associazione chiede maggiore attenzione e un’adeguata manutenzione di caldaie e impianti soprattutto a tutela dei più piccoli.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi