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Grosseto, "a scuola mangia solo chi ha pagato".
Se i genitori non pagano, il bambino non mangia. Accade a Grosseto dove decine di piccoli studenti degli istituti comprensivi (scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado), da lunedì 16 ottobre sono stati esclusi dalla mensa fino a quando le famiglie non salderanno il conto dell’anno passato o degli anni precedenti. Lo prevede il regolamento del servizio di refezione scolastica approvato dal consiglio comunale di Grosseto lo scorso maggio.

A cinque mesi dall’annuncio della mini rivoluzione, scrivono i quotidiani locali, dopo due posticipi del termine per le iscrizioni – dal 31 luglio al 30 settembre e poi dal 30 settembre al 12 ottobre – e numerosi solleciti, il Comune ha deciso di passare alle maniere forti: mangia solo chi ha pagato. Una decisione che ha provocato aspre critiche da parte dell’opposizione. “Sulla vicenda – ha detto il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – non accettiamo strumentalizzazioni né letture becere o facili. Il nuovo regolamento sul servizio di refezione scolastica, approvato lo scorso maggio dal Consiglio comunale, è frutto di un’attenta disamina.

Il provvedimento non tocca, tuttavia, le famiglie in difficoltà che, infatti, beneficiano dell’esenzione dal pagamento della mensa. In questi 5 mesi, gli uffici comunali hanno lavorato costantemente, in maniera trasparente e con tutte le modalità possibili, per sollecitare i morosi a sanare la propria posizione e ristabilire la legalità. Sono oltre 1000 le famiglie morose, con una media annua che va man mano aumentando. Una situazione, questa – prosegue il sindaco – non più tollerabile soprattutto nei confronti delle famiglie che regolarmente provvedono al pagamento, ma anche nei confronti di quelle che in questi mesi hanno provveduto a regolarizzare la proprio posizione debitoria. Non più tollerabile anche nel rispetto dell’intera collettività”.

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