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Lazio, la Sanità sta per essere cancellata dai gravi vuoti d'organico. L'allarme lanciato dai sindacati del personale ospedaliero
"Ci aspettiamo dal Governo risposte immediate, vista l’estrema gravità della situazione e i riflessi sulla qualità della vita dei cittadini". La sanità del Lazio è finita sotto la lente dei sindacati dei medici ospedalieri, soprattutto da quando è uscito il "piano assunzionale". L'inadeguatezza già soltanto rispetto alle uscite previste dai vari pensionamenti è del tutto evidente. Da oggi al 2018 sono previste dalla Regione Lazio 1.762 nuove assunzioni e 1.740 stabilizzazioni di personale precario. E questo di fronte a un esodo per anzianità valutabile intorno ai 4.500.  Il risultato finale sarebbe comunque un’ulteriore perdita di 1.000 unità e il piano tamponerebbe appena la forte emorragia di questi anni.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Anaao Assomed, Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Medici di Roma e del Lazio hanno scritto al ministro Lorenzin e al Governatore Zingaretti lanciando l'allarme e ricordando che il Lazio, la cui sanità affronta un commissariamento e un piano di rientro durissimo, in questi anni ha pagato il prezzo più alto in un sistema già di per sé pesantemente colpito dai tagli lineari alle risorse e al personale: perso più del 19% del contingente totale, oltre 10mila operatori in meno solo tra il 2006 e il 2015, ed età media sopra i 52 anni. "Dati ben più negativi di quelli, già preoccupanti, del resto del Paese", dove la situazione è presto detta: senza un passo indietro nel 2018 la perdita totale di personale raggiungerebbe le 15mila unità, con un contingente di personale che passerebbe dai 50mila operatori del 2006 a poco più di 35mila, ed età media sempre più vicina a quella del pensionamento.

Ma c'è di peggio, perché il documento redatto dal ministero ed attuativo "di un sistema di standard inaccettabili per il calcolo del personale, mette nero su bianco una prospettiva magra": non più di 300 assunzioni tra il 2016 e il 2018, contro le 3.500 del piano regionale, appunto. 
"Un simile scenario, di vero e proprio smantellamento del sistema sanitario - aggiungono i sindacati - metterebbe la parola fine alla sanità pubblica in questa regione. Non staremo a guardare e metteremo in campo una larga mobilitazione sociale in difesa del pilastro del nostro welfare". 
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