Domenica 09 Agosto 2020 - Ultimo aggiornamento 09:15
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Il 7 aprile giornata europea contro la commercializzazione della salute. "Non è in vendita"
Nel 2016 11 milioni di italiani hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche, ben 2 milioni in più rispetto al 2012. Nello stesso tempo i cittadini vengono spinti a rivolgersi al privato per prestazioni sanitarie che il sistema pubblico non viene messo in condizione di erogare. 

Il 7 aprile si terrà la giornata europea di azione contro la commercializzazione della salute “Our Health Is Not For Sale” – “La nostra Salute non è in vendita”.

Una prima edizione si è già tenuta nel 2016. Allora la partecipazione fu limitata a tre/quattro paesi. Nel 2017, l'obiettivo è quello di avere azioni significative e visibili in 7 o 8 paesi europei. In Italia ci saranno almeno una ventina di appuntamenti, tra cui un incontro a Bologna. Questi i punti salienti della piattaforma dal punto di vista del metodo: mobilitare gli operatori sanitari; raforzare la fiducia sulle vittorie possibili, così come proporre alternative; essere il più vicino possibile lotte/esigenze locali; sfruttare l'occasione per fare educazione popolare.

Il Comitato per il No nel referendum costituzionale e il Comitato contro l'Italicum, tra gli altri, hanno deciso di aderire alla giornata europea, nella convinzione che occorra «arrestare i tagli al sistema pubblico ed anzi invertire la tendenza per garantire un livello accettabile e moderno di tutela della salute a tutte e a tutti, che dovrebbe essere uno dei parametri essenziali di attuazione dei principi fondamentali della Costituzione».

I due comitati ritengono invece che «difendere ed estendere il Sistema sanitario pubblico in Italia sia un punto essenziale per la realizzazione del diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione italiana che impegna tutti gli organi dello Stato a tutelare la salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, garantendo cure gratuite agli indigenti». 

Nel manifesto italiano di convocazione delle iniziative al primo punto c'è scritto: "Non è vero che la sanità pubblica è insostenibile. Un sistema sanitario è tanto sostenibile quanto si vuole che lo sia. Secondo le valutazioni dell'OMS degli ultimi dieci anni, gli indicatori di salute dimostrano che il sistema sanitario in Italia è stato efficace e meno costoso che nella maggior parte dei Paesi occidentali ad alta industrializzazione. Un sistema sanitario sostenibile non prevede l'utilizzo illimitato delle risorse ma persegue il fine di determinare la migliore e più adatta risposta ai differenti bisogni".  

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi