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Bologna, migranti per strada e stavolta la responsabilità è di Comune e prefettura
Non tutti i richiedenti asilo rimasti senza un tetto a Bologna dopo la chiusura dei dormitori previsti per il “piano freddo” saranno sistemati. La Prefettura, ha spiegato in Consiglio comunale l'assessore al Welfare, Luca Rizzo Nervo, "compatibilmente con i flussi da sbarco ininterrotti" sta mano a mano inserendo 23 persone che "non avevano mai ricevuto misure di accoglienza o che, pur con revoca di quell'accoglienza, presentavano particolare vulnerabilita' che ne motivavano un proseguo".
Questa è in breve la paradossale situazione a Bologna dove circa 200 migranti sono stati letteralmente messi in strada alla chiusura del “piano freddo”, scaduto il 31 marzo.
Da un paio di settimane i migranti si arrangiano in treni abbandonati, stazioni o per strada dove capita, "dovunque ci si possa sdraiare un po'", dicono. Nelle strutture di accoglienza, spiegano le associazioni che li rappresentano, "non c'e' posto" e anche l'help center in stazione "e' sovraccarico". Per questo i migranti nei giorni scorsi hanno deciso di scendere in piazza per protestare contro Palazzo D'Accursio e la Prefettura.
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