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Incendi al Sud, di fronte a criminalità e mancato coordinamento dei soccorsi la società civile domani scende in piazza
"28 elicotteri antincendio fermi su 32”. L’assurda vicenda della quasi totale mancanza di coordinamento nel far fronte all’emergenza incendi comincia ad assumere dei contorni davvero grotteschi. I Verdi sono pronti alle carte bollate con un esposto alla Procura Generale della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Roma “per i mezzi rimasti inutilizzati in questo momento drammatico di emergenza incendi a causa degli effetti nefasti dell'applicazione della Riforma Madia", come annuncia in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli; ma c’è anche chi è pronto a scendere in piazza. A Napoli domani,
le realtà di base e l’associazionismo ambientalista intendono denunciare il "molteplice attacco" in corso in Campania: dai roghi di rifiuti che tornano a verificarsi nella Terra dei fuochi alle immagini della vegetazione vesuviana divorata da incendi dolosi.
Attraverso un tam tam di due giorni le realta' di base, le associazioni ambientaliste e i cittadini, "stanchi di aspettare risposte che non arrivano o di ascoltare promesse che non diventano fatti", si sono messe in rete e hanno organizzato la giornata di mobilitazione. Si parte la mattina con il presidio alla Regione, in via Santa Lucia, indetto dalla cittadinanza attiva di Acerra, uno dei territori che per primo si e' attivato contro gli ennesimi atti di devastazione ambientale. Il momento culminante della giornata di mobilitazione e' in programma per le 17 a Largo Berlinguer, antistante la fermata Metro di Toledo. "Questo e' solo l'inizio di una campagna che dovra' proseguire nei prossimi giorni, tenendo alta l'attenzione e pretendendo tempistiche chiare di intervento e dispositivi democratici di controllo su di esso - dichiarano gli organizzatori del corteo - perche' da troppi anni la Campania ha imparato che non ci si puo' fidare e che, spesso, l'unica soluzione e' mettere sotto il tappeto l'emergenza e fingere che tutto sia normale. Esiste - concludono - un disegno criminale complessivo che ciclicamente minaccia il nostro territorio che va fermato".

"Aggiungiamo - prosegue l'esposto dei Verdi - che in seguito agli effetti della succitata legge Madia degli 8000 forestali, solo 360 sono stati assegnati ai Vigili del Fuoco con compito di spegnimento, oltre 6400 sono stati assegnati ai Carabinieri e altri 1240 sono stati assegnati alla Pubblica Amministrazione con funzioni diverse. E' noto, anche per denuncia dei sindacati, che l'organico dei Vigili del Fuoco era sottostimato di 3000 unità ancor prima che a questi venissero assegnate le funzioni antincendio."
"Ci troviamo quindi - scrive Bonelli nell'esposto - di fronte a una situazione di grave negligenza in una emergenza climatica di siccità che era già stata ampiamente prevista dagli organi competenti al punto che vi era denunce in tal senso ancor prima che scoppiassero i focolai di incendi in tutta Italia che non ha portato le Regioni e le istituzioni competenti ad adottare le misure conseguenti."
Secondo la Cgil, "l'Italia, assediata dalle fiamme e dalla siccità, ha urgenza innanzitutto di una seria politica di prevenzione degli incendi e contemporaneamente della risoluzione della crisi idrica, a partire dalla riduzione degli sprechi. Secondo la Cgil nazionale, “l'assenza di piogge e l'aumento delle temperature hanno favorito l'innescarsi degli incendi e reso più facile il compito di coloro che non si fanno scrupoli a devastare interi territori. Riteniamo necessarie ai fini della prevenzione - prosegue la Confederazione - una seria manutenzione del territorio, operazioni di pulizia e realizzazione di fasce parafuoco”. “Per affrontare interventi all'altezza della gravità della situazione, servono - sottolinea - più risorse, più mezzi e aumentare il personale. Nonostante le numerose difficoltà il Corpo dei Vigili del Fuoco sta operando al meglio".
Sul fronte emergenza siccità, la Cgil evidenzia come “la riduzione delle piogge (-65,4%) e una dispersione media di acqua nelle nostre reti idriche del 40% hanno aggravato la crisi del nostro Paese, che questa estate ha raggiunto livelli storici. La Regione a soffrire di più per servizi idrici inefficaci - ricorda, citando i dati 'Italia Sicura' - è la Sardegna, con una dispersione del 54.8%, seguita da Molise (47.2%), Campania (45.8%), Sicilia (45.6%) e Lazio (45.1%)”.
“Privatizzare il servizio, e quindi gestire l'acqua come una merce con il solo obiettivo di trarne profitto, non è la soluzione, e i dati lo dimostrano: a Cagliari, Grosseto, Firenze, Trieste, dove sono subentrati gestori privati, la dispersione è addirittura superiore al 40%. Nessun beneficio in termini di investimenti e efficacia del servizio”.
“Rilanciamo quindi una contrattazione per lo sviluppo sostenibile in attuazione del nostro Piano del lavoro - conclude la Cgil - che abbia tra i capisaldi del confronto i temi del dissesto idrogeologico, la manutenzione del territorio e la gestione della risorsa idrica”.

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