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Mense scolastiche, Flc-Cgil: "Dall'inchiesta di Save The Children saltano fuori troppe drammatiche differenze"
"Come talvolta accade nel dibattito politico e pubblico, c'e' qualche organizzazione che attraverso ricerche e denunce, ci riporta alla realta', piu' o meno drammatica, delle condizioni in cui versano le persone in carne e ossa nel nostro paese e nelle nostre scuole. Quest'oggi e' il caso della diffusione del meritevole Rapporto di Save The Children, 'Non tutti a mensa 2017'. Il Rapporto mette in luce due delle disuguaglianze piu' drammatiche e oscene del paese: quella che ha per protagonisti gli alunni delle scuole primarie, in modo orizzontale, nella stessa citta' o nello stesso comune, ad esempio; e quella che ritorna sempre piu' spesso tra le condizioni del Nord e quelle del Sud del Paese". Cosi' Francesco Sinopoli, segretario generale della Federazione Lavoratori della
Conoscenza CGIL.

Il sindacalista sottolinea che "l'irruzione della realta' delle nostre scuole primarie, a partire dalla terribile sperequazione tra istituti, e tra Nord e Sud, dovrebbe consigliare i decisori politici ad affrontare con maggiore serieta' la questione degli investimenti nell'istruzione pubblica. La situazione drammatica delle mense scolastiche in alcune aree del paese, con tutti i significati materiali e pedagogici che essa reca con se', e' un altro di quei paletti che dovrebbero convincere il Parlamento a investire, fin dalla prossima legge di Bilancio, nella scuola pubblica tutto cio' che in questi anni le e' stato sottratto, per raggiungere quel livello medio europeo di investimenti pari al 5,5% del Prodotto interno lordo".

"Ovvero- prosegue la nota- rendere strutturale quell'aumento dell'1% (circa 16 miliardi di euro) del Pil che ancora manca al nostro sistema scolastico. Lo impone la Costituzione, lo impone la democrazia, lo impongono autentiche politiche di lotta alla poverta' e alle disuguaglianze". Per la Flc "la scuola non puo' essere mai uno degli elementi di moltiplicazione delle disparita' sociali, non puo' essere il contenitore del disagio sociale, ne' puo' essere una delle istituzioni che favorisce le discriminazioni tra chi puo' e chi non puo' permettersi un servizio mensa. Non e' tollerabile, non e' sopportabile, non e' sostenibile per la nostra democrazia che alcune scuole utilizzino i tornelli, che umiliano gli alunni e le loro famiglie, che non possono fruire della mensa perche' non sono riusciti a ricaricare la tessera. Il dibattito estivo con estemporanee proposte sulla scuola perde totalmente di senso, si deve ripartire dalla funzione costituzionale di questa fondamentale istituzione che per prima cosa non deve lasciare
indietro nessuno, integrare, fare da argine alle disuguaglianze, educare alla cittadinanza e alla democrazia", conclude Sinopoli.
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