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Roma, referendum Atac. Tutto quello che non dice chi vuole privatizzare. Intervista a Emiliano Sciascia
L'11 novembre ci sarà il referendum sulla privatizzazione di Atac. Sul sito del comitato promotore “Mobilitiamo Roma” le motivazioni: “L’Atac non funziona ed è stata usata da tutte le amministrazioni di destra e di sinistra come bacino clientelare per ottenere voti. Occorre mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti, rompendo il monopolio e aprendo alla concorrenza. Le gare stimolano le imprese, pubbliche o private che siano, a comportarsi in modo virtuoso, e l’apertura alla concorrenza introdurrebbe anche forme più moderne e innovative di trasporto”.
I quesiti del referendum consultivo sono due. Il primo: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.

Il secondo: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

E' chiaro che si specula sullo stato comatoso che Atac sta attraversando in questo periodo. Il fallimento non è ancora del tutto escluso, per esempio. E le classifiche mondiali continuano a dare Roma in un penoso fondo classifica. 
C'è una propaganda giocata tutta sull'insofferenza dei romani. 
 
A marzo è partito un fronte contrario, costituito da vari soggetti. Tra questi, il gruppo "Mejo de No", che in una sintesi felice fa capire gli obiettivi politici: la situazione è drammatica ma la privatizzazione peggiorerebbe ancora di più il quadro. 

Emiliano Sciascia in questa intervista (clicca qui per ascoltare) spiega tutte le ragioni per un voto contrario alla privatizzazione. Quelle più convincenti sono due: il prezzo del biglietto e il carico di gestione delle infrastrutture che comunque rimarrebbe al Comune di Roma.  Due argomenti che vengono accuratamente evitati da chi invece vuole privatizzare.
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