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Medici ospedalieri sul piede di guerra contro la legge di bilancio: "Arrivano le briciole ma il settore è alla canna del gas"
Nella manovra economica 2019 approdata alle Camere con una cornucopia di 37 miliardi, la posta riservata alla sanità sono "solo briciole". Questo il rilievo dell’Anaao Assomed, il sidnacato dei medici ospedalieri. La categoria sarà impegnata nei prossimi giorni in alcune iniziative di sciopero e di mobilitazione. 

Il Fondo sanitario nazionale nel 2019 si attesterà a 114,4 mld, un solo miliardo in più lasciato in eredità dal vecchio governo, con un ulteriore incremento di 2 mld per il 2020 e di 1,5 mld per l’anno 2021, vicino al tasso di inflazione, in continuità perversa con le precedenti manovre, insufficiente ad arrestare lo slittamento della sanità pubblica lungo il piano inclinato che la porterà a quel 6,4 % del PIL che ne certificherà la morte. Per di più, questi aumenti sono subordinati alla stipula, entro tre mesi, dell’ennesimo “Patto per la salute”, un regolamento di conti tra istituzioni, che deciderà “misure di efficientamento dei costi”, vale a dire tagli a tutto ciò che costa, prestazioni e personale in primis.

"Una legge avara nei confronti di categorie professionali che reggono un servizio che garantisce un diritto fondamentale quale la salute dei cittadini. Nonostante tutto e nelle condizioni di lavoro peggiori dell’ultimo decennio", sentenzia l'Anaao-Assomed.

“Nessun finanziamento per le assunzioni - denuncia l’Associazione - a dispetto anche di quanto è scritto in quella pietra angolare del governo che è il contratto, una bibbia profanata solo in questo punto, ma si sa che i medici non sono poliziotti o magistrati e la sicurezza delle cure vale meno di quella delle strade. Nessun finanziamento vincolato per il vecchio contratto che attende da 10 anni, e per il nuovo contratto degli statali, e quindi della sanità, ben 53 euro di incremento a regime nel 2021, al di sotto anche degli 85 ero del precedente triennio che avevamo definito una elemosina. Un piatto di lenticchie buono a comprare primogeniture, ma non a misurare ruolo e dignità professionale di un lavoro che del SSN è valore fondante. E per la previdenza paletti, alias ulteriori divieti, per medici e dirigenti sanitari che mirano a bloccare la uscita a quota 100, una via di fuga da un sistema da cui è stata espulsa ogni forma di gratificazione professionale ed economica per lasciare posto alla usura ed al rischio della attività lavorativa.

I 50 milioni per le liste di attesa per un triennio "sono una miseria, una cifra uguale a quella che i medici da anni, ed ogni anno, mettono a disposizione con la loro attività privata, senza contare i 250 milioni che regalano annualmente alle aziende sanitarie che potrebbero ben utilizzarli per questo scopo. E per la formazione post specialistica 800 contratti in più all’anno, un incremento assolutamente insufficiente a garantire la sostituzione dei professionisti che andranno in pensione nei prossimi anni”.

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