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Fermo, Eboli, se la scuola deve tornare ad essere un bene comune. Nell'ultimo anno i crolli sono stati diverse decine
A Fermo è crollato il tetto di un’aula dell’Istituto tecnico industriale Montani e per fortuna non ci sono feriti perché è successo prima che gli studenti entrassero in classe. Nei giorni scorsi a Eboli è venuto giù un pezzo di controsoffitto in una scuola dell’Infanzia: tre bimbi portati in ospedale, spaventatissimi.

La sicurezza nelle scuole italiane è tema urgente da affrontare perché la situazione continua a essere critica. Secondo l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole, diffuso a settembre 2017, una scuola su quattro ha una manutenzione inadeguata e solo il 3% è in ottimo stato. Un quarto circa di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni.

"È l'ennesimo crollo di una scuola pubblica italiana, anzi di una scuola che ha reso famoso il territorio fermano per la sua tradizione storica - si legge in un comuncato congiunto di Cgil, Cisl e Uil di Fermo, Flc, Cisl e Uil scuola Rua di Ascoli Piceno e Fermo -. Non si conoscono ancora le cause di questo crollo, ma sembra assurdo che, dopo i tremendi sismi che hanno colpito la nostra zona, si possano verificare situazioni del genere. I controlli di agibilità effettuati nelle strutture scolastiche avrebbero dovuto evidenziare situazioni di potenziale pericolo, e in particolar modo di eventuali pericoli di crollo, come avvenuto all'Itt Montani", continuano i sindacati di categoria.

"La scuola deve tornare a essere un bene comune, come previsto dalla nostra Costituzione. La magistratura faccia luce sulle responsabilità del crollo, e noi come saremo pronti a intraprendere tutte le azioni necessarie. Non è un Paese civile quello che tollera morti sul lavoro e fa rischiare la vita ai suoi figli che si recano ogni giorno a scuola", concludono i confederali.

“Solo nell’ultimo anno scolastico, abbiamo notizia, tramite la stampa locale, di circa 30 crolli di varia entità e natura”, dice Cittadinanzattiva ricordando che Eboli e Fermo “sono solo gli ultimi due episodi, per fortuna senza aver procurato vittime, nella lista nera dei crolli improvvisi avvenuti nelle scuole italiane”, come censito ogni anno da Cittadinanzattiva nell’annuale Rapporto sulla sicurezza delle scuole. L’associazione chiede che nel nuovo Governo entri con forza il tema delle scuole e degli interventi necessari sull’edilizia scolastica. Sostiene la coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva Adriana Bizzarri: “Aspettando che venga fatta chiarezza al più presto sui due episodi, vogliamo sottolineare al nuovo Governo la centralità delle politiche della scuola, a partire da quella più urgente dell’edilizia scolastica”.

“L’inadeguata manutenzione e l’incapacità di progettare e/o di accedere ai bandi esistenti, sono certamente responsabilità in capo a Comuni e Province, enti proprietari delle scuole, che non fanno abbastanza o che non riescono a stare al passo con le effettive necessità per mancanza di competenze o di risorse finanziarie – prosegue Bizzarri – Oltre a ciò, individuare le scuole che versano in situazioni gravi e investire sui nuovi edifici restano ancora chimere perché l’Anagrafe nazionale risulta ancora non aggiornata, il programma per la costruzione di scuole nuove è stato ulteriormente rallentato a causa di irregolarità nel Bando, le verifiche di vulnerabilità sismiche sono ancora molto indietro. Per questo – conclude Bizzarri – chiediamo al nuovo Governo di prevedere nel proprio programma la prosecuzione degli investimenti sull’edilizia scolastica, soprattutto per indagini diagnostiche di solai e controsoffitti, per interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico, e di accelerare sulla mappatura delle reali necessità ed urgenze (Nuova Anagrafe dell’Edilizia Scolastica) stabilendo patti di collaborazione chiari, in base alle specifiche competenze e responsabilità, con Comuni, Province, Regioni, Ministero dell’Istruzione”.

 

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