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Sanità Lazio, in sciopero della fame contro le gare al massimo ribasso. Cobas: "Prepariamo centinaia di ricorsi per interposizione di manodopera"

Il 17 luglio 2018 sciopereranno l’intero turno le lavoratrici e i lavoratori dei servizi CUP, ReCup e servizi amministrativi presso le aziende sanitarie della Regione Lazio e manifesteranno dalle ore 10 sotto la Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi. Ivana (età 56 anni, 13 anni), Alessandro (51 anni, 15 anni di anzianità), Gabriella (51 anni, 12 anni di anzianità) hanno iniziato lo sciopero della fame da ieri per denunciare la condizione di precarietà che sono costretti a subire da ormai da troppi anni.

Con lo sciopero del 17 luglio i dipendenti delle società appaltatrici Capodarco, Maggio 82, Pingo, Il Solco, NTA, GPI chiedono che sia posto fine alla politica delle continue gare al massimo ribasso e dei cambi appalti, grazie alla quale si tagliano continuamente le ore di lavoro e i salari dei lavoratori precari.

“Dopo 20 anni di precariato, i lavoratori e le lavoratrici delle società appaltatrici sono stanchi di subire l’umiliazione di essere considerati lavoratori di serie B, sfruttati e sotto pagati”, dichiara Domenico Teramo dell’Esecutivo Nazionale dei Cobas.

“Per anni questo settore è stato terreno di conquista di tutte le forze politiche per le clientele elettorali e per drenaggio di soldi pubblici in favore degli amici privati, sostiene il rappresentante dei cobas, vedere ora che il Presidente Zingaretti fa campagna elettorale annunciando 5000 assunzioni nella sanità, ignorando completamente il disagio vissuto dal personale precario dei CUP, RECUP e servizi amministrativi è uno pugno allo stomaco per chi è da oramai 20 anni è precario e sottopagato.”

Stiamo preparando centinaia di ricorsi per il risarcimento del danno subito in tutti questi anni dai lavoratori, a causa dell’interposizione di manodopera realizzata dalla Pubblica Amministrazione e qualcuno dovrà pagare per l’enorme danno erariale alle Casse della Regione prodotto con l’illegalità dei contratti degli ultimi 20 anni di malasanità.

“Chiediamo, conclude Teramo dei Cobas, al Presidente Zingaretti che sia avviata definitivamente la stabilizzazione di questi lavoratori, per porre fine all’ingiustizia subita dai precari della Sanità e per migliorare la qualità del servizio reso ai cittadini del Lazio. Una scelta che produrrebbe, peraltro, un enorme risparmio per le casse pubbliche.”

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