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Aggressioni in ospedale, Anaao-Assomed: "Non basterà la militarizzazione delle corsie, se non vengono incrementate le risorse del Fondo sanitario nazionale"

L’approvazione in Consiglio dei Ministri di un Ddl di iniziativa governativa pe run contrasto alle aggressioni ai danni del personale ospedaliero va ad aggiungersi a quelli già presentati per iniziativa parlamentare, con la istituzione di un Osservatorio nazionale e l’inasprimento delle pene per chi aggredisce un operatore sanitario riconosciuto pubblico ufficiale, secondo l'Anaao-Assomed, sindacato dei medci ospedalieri, è certamente una prima risposta all’escalation di violenza cui abbiamo assistito in questi mesi". "C’è da chiedersi, però, - commenta il Segretario Nazionale Carlo Palermo - se sia sufficiente lavorare sul versante della deterrenza giuridica senza una forte campagna di comunicazione che porti i cittadini a riconoscere ai professionisti della sanità il ruolo civile e sociale che svolgono".

In sostanza se da una parte i dispositivi di sicurezza che si intendono mettere in campo (dalla vigilanza nei pronto soccorso alla centralizzazione delle sedi di guardia medica con un diverso utilizzo dei medici di continuità assistenziale) "sono certo utili, serve un impegno delle istituzioni per promuovere il concetto che un pronto soccorso, una rianimazione ed un ospedale sono gli unici luoghi a disposizione per salvare, per quanto possibile, pazienti in condizioni di salute critiche. Ed è paradossale aggredire coloro cui si chiede soccorso".

Per l'Anaao-Assomed stiamo raccogliendo il frutto amaro di 10 anni di de-finanziamento del SSN, quasi 40 miliardi tradotti in tagli lineari alle risorse professionali, strutturali, logistiche nelle singole Aziende sanitarie. I pensionamenti senza turn over hanno prodotto la perdita di almeno 50.000 unità di personale dal 2009 al 2017, di cui circa 9000 medici, più di 70.000 posti letto sono stati tagliati dal 2000 ad oggi, le limitazioni degli acquisti di beni (farmaci, protesi, device) hanno pesantemente degradato l'organizzazione delle strutture e reso difficile l’erogazione dei servizi sanitari.

"Non basterà la militarizzazione delle corsie, se non vengono incrementate le risorse del Fondo sanitario nazionale  - conclude Palero - come previsto nel Contratto di Governo, per restituire alla sanità il maltolto, prerequisito per tentare di ricomporre la frattura creatasi con i cittadini e rilegittimare il ruolo e la funzione dei Medici, anche attraverso la garanzia di migliori condizioni di lavoro che restituiscano loro la serenità perduta". 

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