Martedì 22 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento 23:36
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
La vergogna dell'assistenza ai disabili nelle scuole. Una mamma in Sardegna decide di ritirare la figlia ma promette battaglia
Mancano gli insegnanti, gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, i servizi per i trasporti. La Scuola sempre più a “pezzi”, ora perde anche gli alunni. La madre di Federica, 19enne della provincia di Sassari con disabilità mentale, in attesa da un mese, con sofferenza decide di ritirarla: "Non potevo più vederla soffrire", dichiara. Anief ricorda a tutti i genitori che possono ricorrere gratuitamente per ottenere il diritto all’istruzione negato dal Miur e dagli Enti locali. Marcello Pacifico (Anief): “Lo Stato si deve vergognare. Il ministro Fioramonti riveda subito i criteri per adeguare i posti in deroga all’organico di diritto, gli Uffici scolastici regionali devono poter assegnare tutte le risorse richieste dai capi d’istituto in base al PEI, mentre città metropolitane, comuni, province devono accantonare i fondi per questi servizi essenziali.” La risposta del sindacato: Anief si sta muovendo su più fronti: ha presentato ricorso conto lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno agli alunni disabili per trasformare i posti in deroga in organico di diritto dopo aver annullato la circolare dell’USR Sicilia, ha invitato le RSU a verificare gli organici attivati nelle scuole con l’operazione verità, e ha riproposto la campagna giudiziaria, gratuita, ‘Sostegno, non un’ora in meno!’, attraverso cui le famiglie possono ricorrere per ottenere i servizi negati.

Se lunedì “mia figlia non avrà l'insegnante di sostegno in classe, martedì manifesterò in piazza d'Italia, davanti alla Prefettura, e chiedo il sostegno di tutta la città", ha aggiunto la mamma di Federica. All’Ansa la donna ha dichiarato: “mi hanno chiamata dalla scuola per convincermi a far tornare in classe mia figlia. Mi hanno detto che forse lunedì ci sarà l'insegnante di sostegno, e che in ogni caso la mia ragazza non sarà lasciata sola. Ma i forse non mi bastano più. Mi dicono queste cose dall'inizio dell'anno scolastico, e in un mese nulla è cambiato. Lo ripeto, riporterò mia figlia a scuola solo se e quando saranno garantiti i suoi diritti. E avere l'insegnante di sostegno è un suo diritto. Io non sono più disposta a lasciarla abbandonata su una sedia per tutta la mattina, a guardare gli altri ragazzi che fanno lezione. Voglio certezze".

Negli ultimi vent’anni, il numero degli allievi iscritti portatori di disabilità accertata è più che raddoppiato: nell’anno scolastico 1997/98, la presenza di alunni con sostegno era dell’1,40%; dieci anni dopo era già arrivata all’1,95%; nell’anno scolastico 2012/13 al 2,50%; di recente, nel 2017/18, si è raggiunto il 3,10%. I termini numerici sono ancora più evidente: nell’anno scolastico 1997/98, gli iscritti disabili certificati erano poco più di 123 mila; nel 2018 siamo arrivati ad oltre 280 mila; quest’anno si sfioreranno i 300 mila iscritti.

A fronte di questi numeri crescenti di iscrizioni, però, non si è assistito ad un incremento di docenti di sostegno in organico di diritto: nel 2007 erano 56.164; nel 2013 67.795; due anni dopo, nel 2015 si è passati a 90.032; poi, però dal 2017 ad oggi l’organico di diritto si è collocato a 100.080 cattedre. Così, abbiamo assistito al boom dei posti in deroga: tra il 2014 e il 2018, si è passati da 28.863 a 65.890. E quest’anno, secondo le proiezioni Anief, si arriverà a 80 mila contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi