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Scuola, in un istituto di Salerno si può andare in bagno solo a turno. La preside: "Manca il personale e quindi non si possono rischiare incidenti"
A turno per andare in bagno. La disposizione è stata introdotta in una scuola media di Salerno: “per proteggere i docenti da ulteriori responsabilità – scrive il quotidiano Il Mattino -, una dirigente scolastica ha diramato una circolare per vietare agli studenti di andare in bagno da soli in assenza di bidelli nei corridoi”. La dirigente scolastica ha indicato così delle disposizioni ben precise, al fine di evitare che quella di recarsi ai servizi igienici diventi una circostanza a rischio incidenti, per via della mancanza di personale addetto alla sorveglianza.

“Ho agito nell’interesse primario della sicurezza degli allievi – ha detto la dirigente scolastica al quotidiano –: tutelare l’incolumità degli studenti e non esporre a responsabilità i docenti. E’ una tutela per gli insegnanti dopo i gravi fatti di Milano”. La circolare, rimarca Orizzonte Scuola, è stata indirizzata anche alle famiglie. “Si raccomanda il controllo preventivo e successivo dello stato dei servizi igienici – si legge nella circolare – onde monitorare il grado di competenza civica degli alunni e correggere gli eventuali comportamenti inadeguati. Negli orari pomeridiani, si rispetteranno gli stessi turni, a cominciare dal rientro dalla mensa”.

Secondo Anief, sindacato della scuola, "quello che sta accadendo nelle nostre scuole è la conseguenza nefasta dei tagli al personale prodotti da più di 10 anni, senza che nessuno abbia fatto nulla per rimediare al danno. La cancellazione dei posti, anche tra il personale Ata, ha avuto avvio con la Legge 133 del 6 agosto 2008, voluta dall’esecutivo Berlusconi-Tremonti, con la quale solo per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario sono stati soppressi quasi 50 mila posti in tre anni, di cui 47mila in meno in un solo triennio".

I Governi successivi, anche del Centro-Sinistra, non solo non si sono opposti, ma hanno dato il loro contributo a tagliare ulteriormente: il Decreto Interministeriale Miur-Mef del giugno 2014, afferente alla nuova dotazione organica del personale Ata per l’anno scolastico 2014/2015, ha ad esempio recepito in pieno la riduzione del 17% della consistenza numerica del personale Ata.

Poi, abbiamo avuto la Legge di Stabilità 2015, (la Legge 190/14 art. 1) che ha introdotto l’obbligo, per i dirigenti scolastici, nel nominare i supplenti del personale Ata solo dall’ottavo giorno di assenza. E con i tagli alle supplenze “brevi” proprio tra il personale Ata, molte scuole sono state messe in ginocchio. E a poco è servita la nota n. 2116 del 30 settembre 2015, che ha dato facoltà ai presidi di nominare supplenti anche “per i primi sette giorni di assenza” però per il solo “profilo di collaboratore scolastico”. Lasciando completamente scoperto il servizio in tutti i casi di assenza di assistenti amministrativi e tecnici. Per non parlare del blocco del turn over protratto per anni, al punto che nel 2015 si è arrivati a congelare le oltre 5mila assunzioni già annunciate per coprire almeno il turn over. Anche quest’anno, si è arrivati ad assumere poche migliaia di unità di Ata, a fronte di 20 mila posti vacanti e quasi altrettanti potenziali. Mentre, dopo avere inutilmente tentato di fare spazio al personale perdente posto delle province, si è provveduto a fare assumere oltre 11 mila ex lavoratori socialmente utili.

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