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Oltre 1,7 miliardi di euro di fondi ex gescal inutilizzati o stornati per altri utilizzi. Rete delle Città In Comune e Unione Inquilini: inaccettabile! Di fronte al dramma montante del bisogno casa devono essere usati per dare risposte concrete a chi è o rischia di finire in mezza ad una strada
Politiche abitative? La Rete delle Città In Comune e L'Unione Inquilini ha scoperto che esiste un vero e proprio “tesoretto” stimabile in almeno 1.7 miliardi di euro, che giace da anni inutilizzato presso Cassa depositi e Prestiti o alcune Regioni e Comuni, oppure utilizzato per altri tipi di intervento che non hanno nulla a che fare con la realizzazione di case popolari.

"Stiamo parlando dei cosiddetti fondi ex Gescal - si legge in una nota - versati dai lavoratori fra gli anni sessanta e metà anni novanta, e che potrebbero essere subito destinati alle politiche dell'abitare. Una situazione assolutamente scandalosa: per questo abbiamo lanciato, come Rete delle Città in Comune e Unione Inquilini, una vera e propria campagna, presentando anche ordini del giorno in tutti i consigli comunali in cui siamo presenti, per chiedere al governo, alle Regioni e agli enti locali, di utilizzare subito questi fondi per l’acquisizione di nuovo patrimonio edilizio pubblico, o rigenerazione ristrutturazione di quello esistente da destinare a case popolari. Per dare una risposta ad una delle vere emergenze sociali del nostro paese. In questi anni abbiamo infatti assistito all’esplosione della morosità, per il 90% incolpevole, all’aumento degli sfratti esecutivi e delle sentenze di sfratto, e nel contempo all’aumento esponenziale del costruito e delle case sfitte. Insomma a politiche che hanno favorito la rendita e la speculazione edilizia piuttosto che la risposta ad un bisogno sociale. Le risorse ci sono e vanno utilizzate, il resto sono solo dichiarazioni di principio di cui chi vive questo dramma non sa che farsene".

Sulla base dei dati del censimento Istat 2011 in Italia gli edifici ad uso residenziale sono 12.187.698 per un totale di 31.208.161 abitazioni.

Le abitazioni occupate da persone residenti sono 24,1 milioni, pari al 77,3% del totale, mentre 7 milioni risultano non occupate o occupate da non residenti.

Rispetto al Censimento del 2001, lo stock di abitazioni censite è aumentato di 3.916.168 unità, passando da 27.291.993 unità a 31.208.161. In particolare, il numero di abitazioni occupate è cresciuto di 2.481.889 unità mentre lo stock abitativo non occupato o occupato da non residenti è aumentato di 1.434.279 unità.

Pertanto il 63,4% della crescita rilevata nel decennio ha contribuito a incrementare il patrimonio abitativo occupato e il restante 36,6% lo stock non occupato.

Quindi in 10 anni dal 2001 al 2011 abbiamo costruito oltre 1,4 milioni di case per destinarle al non occupato. La crescita quindi, tra il 2001 e il 2011, è stata del 14,3% per il numero di abitazioni nel complesso, dell’11,5% per quelle occupate e del 25,4% per le non occupate o occupate da persone non residenti.

Le statistiche ci parlano di 650.000 famiglie nelle graduatorie e di 60.000 famiglie che ogni anno subiscono una sentenza di sfratto. E che in 10 anni si sono registrati 700.000 sfratti di cui il 90% per morosità incolpevole. Nonché che, se negli ultimi anni le sentenze di sfratto esecutivo flettono leggermente, aumentano invece le richieste di esecuzione con la forza dell’ordine.

L’Italia risulta agli ultimi posti in Europa per patrimonio residenziale pubblico e soprattutto per investimenti in questo settore, il tutto a fronte della sempre più drammatica situazione dell’emergenza casa.

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