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Diritto allo studio. Continua la drammatica carenza di alloggi per gli studenti universitari fuori sede. A Palermo spunta un presidio permanente all'interno di un hotel in disuso
Dopo mesi dall’inizio dell’anno accademico persiste la carenza di alloggi universitari in tantissimi regioni del Paese. Sono, infatti, oltre 22.000 gli studenti e le studentesse, che, pur avendo diritto ad un posto alloggio, non ricevono, stando a una denuncia di Link Coordinamento Universitario, il beneficio, per carenza di fondi e strutture. Un numero destinato ad aumentare già nelle prossime settimane.  Da due giorni, a Palermo, è iniziato un presidio permanente all’interno di un hotel in disuso, organizzato da Idonei allo Studio, per pretendere risposte immediate.
“Faremo presidio permanente in attesa che vengano a trovarci le istituzioni per darci risposte concrete, in primis il presidente della regione Nello Musumeci e l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla”, dichiarano alcuni degli animatori del comitato studentesco, Claudio Rallo e Youssef Amraoui. “È una delle prime mosse di questo comitato, nato il 25 ottobre, per ribadire ancora una volta il nostro diritto allo studio e far riaprire una residenza universitaria che avrebbe tutte le carte in regola per essere vissuta dagli studenti. Invece ci tocca affrontare viaggi interminabili sui mezzi pubblici, spese folli e mille altri disagi. Una storia che va avanti da anni e della quale sono al corrente tutte le istituzioni competenti. Nel frattempo – concludono – gli studenti coinvolti sono diventati centinaia”.

"E' emergenza - dichiara Camilla Guarino, portavoce di Link  - non solo perchè gli studenti esclusi dal beneficio pur avendo i  requisiti per riceverlo, molto spesso, sono costretti a fare grandi sacrifici per poter continuare gli studi, o ad abbandonare l’Università, ma anche perchè, questa situazione, impone agli studenti la ricerca di una soluzione nel mercato privato degli affitti nelle città universitarie, con un aumento del prezzo degli stessi, che in alcune città ne decreta la completa inaccessibilità”.

Secondo Link occorre ristrutturare le residenze già esistenti e l’estensione del servizio abitativo in termini di posti letto, "attraverso investimenti nella costruzione di nuove case dello studente, nel rispetto dei vincoli di consumo di suolo. Serve una collaborazione tra Ministero, Comuni e enti regionaliI, per individuare strutture in disuso, abbandonate o confiscate per poter essere riqualificate come residenze studentesche".

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