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Reddito di cittadinanza: le Federazioni FAND e FISH rilanciano alla Camera

 «Quel testo, già modificato e approvato in prima lettura dal Senato, conserva tutte le criticità rilevate nel Decreto Legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale e su cui avevamo già richiesto stringenti emendamenti che nonostante siano stati presentati da alcuni Senatori, non sono stati recepiti dalla Maggioranza a Palazzo Madama»: lo hanno dichiarato le delegazioni di FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel corso di un’audizione presso le Commissioni Riunite XI Lavoro e XII Affari Sociali della Camera, ovvero del ramo del Parlamento ove si sta analizzando il Decreto Legge 4/19 ( Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni ), approvato il 27 febbraio scorso dal Senato , come abbiamo già ampiamente riferito in altra parte del giornale , e trasmesso ora a Palazzo Montecitorio, come Atto n. 1637 .
Le Federazioni hanno quindi ribadito con fermezza la necessità di correggere quelle disposizioni, sia per eliminare i passaggi che rendono il reddito di cittadinanza meno vantaggioso per le persone con disabilità , sia per migliorare le regole di accesso, riconoscendo che la disabilità è troppo spesso causa di impoverimento.

«In particolare – si legge in una nota sottoscritta congiuntamente da Franco Bettoni e Vincenzo Falabella , presidenti di FAND e FISH – il previsto computo delle pensioni di invalidità, cecità e sordità nel cumulo del reddito è un elemento iniquo e discriminatorio che già era stato censurato dal Consiglio di Stato a proposito dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica equivalente)».
E ancora, «la pensione di cittadinanza, ora concessa solo agli ultrasessantasettenni che vivano da soli o con un altro anziano, va estesa anche ai nuclei in cui gli stessi vivano con una persona con disabilità di età inferiore . Situazioni sovente drammatiche che meritano attenzione. Da rivedere, inoltre, sono anche i parametri delle scale di equivalenza , cioè quella modalità usata per calcolare limiti e importi del reddito di cittadinanza: la presenza di una persona con disabilità, infatti, non è contemperata e lo strumento nel complesso è svantaggioso per i nuclei numerosi».

Per quanto riguarda invece gli incentivi alle imprese che assumano titolari di reddito di cittadinanza , FAND e FISH hanno espresso apprezzamento per l’accoglimento delle loro richieste: per godere infatti delle agevolazioni, quelle aziende dovranno essere in regola con gli obblighi previsti dalla Legge 68/99 sul collocamento mirato.
E tuttavia le Federazioni hanno rilanciato, auspicando anche l’accoglimento della loro seconda richiesta, ovvero «ammettere il cumulo dei benefìci del nuovo Decreto Legge con gli incentivi previsti dalla Legge 68/99, in modo da aumentare e rendere concorrenziale l’occupabilità delle persone con disabilità».

«Evidenziando ancora che il propagandato aumento delle pensioni di invalidità civile rimane del tutto inattuato ed escluso dal Decreto Legge , le nostre Federazioni – conclude la nota – riprenderanno da subito le interlocuzioni con Deputati e Istituzioni, promuovendo le istanze espresse con chiarezza nel corso dell’audizione alla Camera». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it .

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