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Scuola, oggi si apre il tavolo tra sindacati e ministero. Già fissato lo sciopero per il 17 maggio. Tra precariato e bassi salari spunta anche il tema dello spopolamento causato dall'autonomia di Salvini
Oggi si apre il tavolo tra ministero e sindacati su problemi e prospettive della scuola, mentre il vicepremier Matteo Salvini rilancia l'autonomia, il cui effetto economico sull'istruzione sarebbe, secondo i rappresentanti degli insegnanti, quello di favorire le Regioni più ricche soprattutto nella copertura economica delle sezioni e delle cattedre.
I sindacati sono da tempo ai ferri corti con l'esecutivo sul rinnovo del contratto, sul precariato e sul calo demografico. Gli studenti che a settembre mancheranno all'appello l'autonomia differenziata a cui tutti i sindacati del mondo della scuola guardano con preoccupazione.

Giovedì, dopo settimane di mobilitazioni che li hanno visti impegnati da Nord a Sud, Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals, al termine di un incontro al ministero del Lavoro, hanno proclamato lo sciopero generale per il 17 maggio. Oggi, a richiamare l'attenzione del governo sullo svuotamento delle classi sarà in modo particolare Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil. «La prima cosa che il governo dovrebbe fare è quella di prevedere investimenti pubblici proprio in quelle zone dove aumenta il calo demografico», dichiara Sinopoli. E aggiunge:«Di fatto, le scelte che finora hanno caratterizzato le politiche di questi anni hanno assecondato lo spopolamento di interi territori del Paese».

Per i sindacati il declino demografico è una questione nazionale, che deve essere affrontata almeno su tre punti: «Accogliendo i migranti, favorendone la regolarizzazione, adottando politiche per l'occupazione femminile e superando la precarizzazione del lavoro, non solo nella scuola, per favorire le nascite». Si tratta di interventi di lungo periodo, perciò Sinopoli sollecita «politiche contrarie a quelle elaborate da questo governo, a cominciare dal processo di autonomia differenziata, che invece va fermato, e subito, proprio perché favorisce pesantemente e negativamente ancora di più lo spopolamento di intere aree del Paese, e dunque il fenomeno della denatalità». GIA.GAL - La notizia pubblicata ieri sul crollo di iscrizioni nelle scuole italiane previsto per il prossimo anno. + 0,27% L'unica Regione dove ci sarà una crescita è l'Emilia Romagna.
«I cambiamenti della società sono una sfida. Con la collaborazione delle forze politiche e sociali possiamo governare le dinamiche demografiche, riuscendo a offrire più scuola ai nostri ragazzi. Di questo parleremo nell'incontro con i sindacati al Miur Social», scrive su Facebook Marco Bussetti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in merito all'incidenza delle dinamiche demografiche sulla scuola che, dalle tabelle delle iscrizioni scolastiche riportate ieri da La Stampa, rischia di avere 70 mila studenti in meno. 
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