Mercoledì 30 Settembre 2020 - Ultimo aggiornamento 13:07
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Militarizzare gli ospedali. E' la risposta dei medici alle aggressioni in corsia
Prevedere la presenza stabile di posti di pubblica sicurezza di Polizia nei Pronto soccorso (Ps) di maggiore affluenza e la presenza di vigilantes sulle ambulanze nelle aree di maggiore criticità come, ad esempio, la città di Napoli. A chiederlo, a fronte dell'escalation di aggressioni e violenze a danno del personale sanitario, è il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli: "Questa è diventata una vera emergenza - afferma all'ANSA - e lo Stato deve trovare le risorse economiche per attuare una risposta forte".
Per prevenire gli episodi di violenza nei confronti di medici e operatori sanitari, sottolinea inoltre Anelli, "fondamentale è anche aumentare le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Per questo, sarebbe opportuno trasferire tutte le postazioni di guardia medica territoriale in ambienti protetti e sicuri come, ad esempio, gli ospedali o le caserme di vigili urbani e carabinieri". In questo modo, "i medici non rimarrebbero isolati e ciò sarebbe un deterrente". Secondo Anelli, dunque, "più che prevedere la presenza dell'esercito, postazioni di Polizia nei Ps potrebbero essere un utile deterrente. Già un disegno di legge presentato dalla Lega in Parlamento - spiega - prevedeva la presenza della Polizia nei presidi di Ps, raccogliendo consenso da più parti politiche. I ministri Speranza e Lamorgese potrebbero quindi ipotizzare una soluzione in tal senso". Resta il problema della copertura economica: "Ci rendiamo conto del momento difficile per i bilanci pubblici - rileva Anelli - ma la violenza e le aggressioni contro medici e sanitari è ormai diventata un'emergenza sul territorio e lo Stato non può permettere il protrarsi di una simile situazione. Salvaguardare gli operatori della Sanità è doveroso e lo Stato dovrà trovare i soldi per farlo".
Riferendosi quindi al caso dell'ambulanza sequestrata da alcuni cittadini a Napoli, Anelli rileva come l'episodio "ovviamente da condannare, rivela anche un certo timore che le ambulanze non arrivino. Il punto - osserva - è che bisogna rassicurare la gente sulla certezza dei servizi di soccorso, ma su tutto pesa il lungo periodo di tagli che la Sanità ha subito". Ed a pagarne le conseguenze è, soprattutto, il Sud: "Basti dire che, secondo gli ultimi dati Svimez - ricorda il presidente Fnomceo - la spesa pubblica a cittadino nelle regioni meridionali è inferiore di 4mila euro rispetto a quella delle regioni settentrionali. A tornare è, quindi, il tema della diseguaglianza nel Paese". Per affrontare tutti questi temi, afferma, "chiediamo anche al ministro Speranza di riconvocare al più presto l'Osservatorio sulle violenze, per fare il punto sulla situazione e predisporre misure appropriate". Insomma, "ci vogliono più mezzi, con un numero adeguato di ambulanze sul territorio, e più personale per il Sistema del 118", sottolinea.
Da qui un richiamo anche alle Regioni: "Rispettino le leggi, facciano le dovute rilevazioni e - conclude Anelli - procedano alle assunzioni per gli operatori del 118".
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi