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Medici ospedalieri. Approvato il Ddl anti-aggressioni. Anaao: "Si soffre ancora per la carenza di personale"
"Finalmente i medici e gli operatori sanitari hanno ottenuto una legge che li difende giuridicamente dalle aggressioni sul luogo di lavoro”, è il commento di Carlo Palermo, Segretario Nazionale Anaao Assomed, alla notizia dell’approvazione in via definitiva da parte del Senato del ddl anti aggressioni. I numeri delle aggressioni fisiche e verbali, secondo una recente indagine Anaao Assomed, confermano un trend in ascesa anche se l’80% non viene denunciato. Per quanto riguarda le discipline interessate dal fenomeno, l’86% degli psichiatri dichiara di aver subito aggressioni, il 77% dei medici di medicina d’urgenza, un trend decisamente in crescita in tali servizi, il 60% dei chirurghi, il 54% dei medici del territorio, il 40% degli anestesisti.

“Da oggi tutti gli operatori potranno godere delle tutele previste per i pubblici ufficiali, come le procedibilità d’ufficio e l’inasprimento delle pene nel caso subiscano violenze, senza gli oneri e le responsabilità ulteriori connessi alla qualifica”.

“Uno strumento – prosegue Palermo – che si rende ancor più necessario dal momento che la pandemia da Covid-19 ha indebolito fortemente il Servizio sanitario nazionale esponendo ancora di più la categoria. Infatti, le migliaia di prestazioni sospese durante la fase acuta dell’emergenza, ricadono ora sull’organizzazione. E il sistema nonostante l’innesto di personale voluto dai decreti Cura Italia e Rilancio, soffre ancora per una carenza cronica di personale con conseguenze inevitabili sui tempi di attesa dei cittadini”.

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